Inserita il 07/02/09
Fra i tanti incitamenti popolari, frequentemente riscontrabili nei media, di optare per un piano energetico nazionale basato esclusivamente, o principalmente, su fonti energetiche rinnovabili alternative - “integrative”, con termine più appropriato -, indiscutibilmente le più sicure ed ecologiche, non può restare a tutti inosservata la persistente ed inspiegabile non menzione della fonte geotermica, anche da parte di persone di un certo livello tecnico. Eppure i vantaggi che essa comporterebbe con il suo sfruttamento, ove realizzabile, non si possono assolutamente ritenere trascurabili nell’attuale contesto energetico nazionale, sia dal punto di vista ecologico che per il suo alto potenziale energetico.
Esaminiamo più da vicino questa fonte.
Come è noto, l’energia geotermica ha origine dal calore endogeno della sfera terrestre la cui distribuzione, al di là dello strato influenzato dalle escursioni termiche stagionali, ha un gradiente di temperatura medio, positivo, di 1°C per ogni 32 metri di profondità. Questo valore, tutt’altro che costante lungo la verticale, è influenzato da vari fattori ed in particolare tende ad accentuarsi in alcune zone interessate da fenomeni vulcanici o tettonici.
Questa enorme ed intrinseca riserva di energia termica della Terra è contestuale alla sua nascita; le inevitabili dispersioni termiche nello spazio sono compensate con il calore proveniente dal continuo decadimento radioattivo delle rocce, per cui la riserva di calore resta pressoché intatta.
L'energia termica di queste zone calde può essere recuperata ed utilizzata in vari modi: per la produzione di energia elettrica, per il teleriscaldamento, per le coltivazioni in serra e per il termalismo.
Il prelievo dell’energia termica da queste fonti avviene solitamente a mezzo vettori costituiti da acqua o vapore, naturali o iniettati, che la rendono utilizzabile in superficie, sia spontaneamente (caso dei geyser, dei soffioni, delle sorgenti termali) sia perché prelevata, come nel caso dei combustibili fossili, dal sottosuolo tramite perforazione meccanica (pozzo termico).
La geotermia resta comunque una fonte energetica evidentemente sfruttabile soltanto in alcuni contesti territoriali, come del resto accade anche per le Centrali idroelettriche.
Per avere un'idea realistica dell’importanza di questa primaria risorsa energetica, basti pensare che nella capitale islandese, Reykjavik, l’intera domanda di energia termica è soddisfatta utilizzando l’acqua bollente proveniente da queste fonti.
Fonte:
www.legnostorto.com
Energy
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