ENERGY Fan Club

La voce dell'Energia Ecologica


ECONOMIA SOSTENIBILE
In ballo c'è una fonte di energia continua e praticamente eterna che potrebbe fruttarci una buona fetta di indipendenza energetica e di abbattimento dei gas serra
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Il termine geotermia deriva dal greco "gê" e "thermòs" ed il significato letterale è calore della Terra.

Per energia geotermica si intende quella contenuta, sotto forma di "calore", all'interno della terra.
L'origine di questo calore è in relazione con la natura interna del nostro pianeta e con i processi fisici che in esso hanno luogo.
Tale calore è presente in quantità enorme e praticamente inesauribile.

Il calore interno si dissipa con regolarità verso la superficie della terra, la quale emana calore nello spazio quantificabile in una corrente termica media di 0,065 Watt per metro quadrato.

Il gradiente geotermico è in media di 3°C ogni 100 m di profondità, ossia 30°C ogni km.

Energy


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Le energie alternative al nucleare in Italia
Inserita il 05/06/11 - (0 commenti inseriti)
Ecco delle … prime informazioni utili per capire … chi siamo, in termini energetici, ovvero quanta energia elettrica da fonti rinnovabili, ecologiche, a basso impatto ambientale, produciamo in Italia perche il ‘nostro’ paese è l’Italia, e quindi ‘tutte’ le risorse energetiche presenti sul territorio italiano … ‘ci appartengono’, appartengono ai cittadini ‘italiani’.

Le ‘principali’ fonti energetiche rinnovabili attualmente in uso nel nostro paese sono le seguenti:

•IDROELETTRICO
La produzione di energia idroelettrica occupa una posizione di assoluto rilievo a livello mondiale.
In Italia copre circa il 15% della domanda elettrica nazionale. Energia rinnovabile, pulita ed economica.
L’energia idroelettrica viene ulteriormente valorizzata anche dalle crescenti esigenze di salvaguardia dell'ambiente. In particolare gli impianti idroelettrici di piccola taglia sono caratterizzati da modalità costruttive e organizzative di scarso impatto sul territorio. Inoltre possono essere gestiti anche da piccole comunità, nonché integrati in un uso plurimo ed equilibrato della risorsa acqua.
Attualmente oltre le grandi centrali idroelettriche in Italia sono in funzione 250 micro centraline idroelettriche (per una potenza complessiva di 1.509 MW).

•GEOTERMICO
L'Italia è il Paese dove l'energia geotermica è stata sfruttata per la prima volta a fini industriali ed è tuttora uno dei principali produttori di energia geotermolettrica.
Sono passati oltre 100 anni dal 4 luglio 1904, quando in Toscana, a Larderello, si riuscì ad accendere cinque lampadine grazie alla trasformazione in energia elettrica della forza del vapore prelevato dal sottosuolo.
Da allora la storia della geotermia è diventata un vanto dell'industria energetica italiana.
Attualmente sono funzionanti 31 impianti geotermoelettrici in Val di Cecina e sull'Amiata (Toscana), con oltre 8700 utenze di teleriscaldamento, calore geotermico per 25 ettari di serre e una produzione elettrica di oltre 5 miliardi di kWh l'anno, pari al consumo medio di 2 milioni di famiglie italiane.

•EOLICO
L'energia eolica ha conosciuto uno sviluppo eccezionale negli ultimi anni. E si stima che nel prossimo futuro continui a crescere a un ritmo di circa il 30% l'anno.
In Italia è stata la fonte che nell'ultimo decennio ha registrato il maggiore incremento. Sono in funzione 31 centrali eoliche, per una potenza complessiva di 445 MW.

•SOLARE
Secondo l'EPIA (European Photovoltaic Industry Association) negli ultimi dieci anni il settore fotovoltaico è cresciuto nel mondo ad un tasso medio del 35%, con una potenza installata che ha raggiunto i 9.162 MW. E si prevede in breve tempo che la capacità installata salirà a oltre 21.600 MW.
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In Italia - dove, tra l'altro, è in funzione la centrale da 3,3 MW di Serre Persano (Salerno), uno dei più grandi impianti fotovoltaici al mondo – son in via di completamento l'installazione di circa 50 MW fotovoltaici, che diventeranno 65 nel 2012.

Da evidenziare, nel campo delle tecnologie d'avanguardia, la sperimentazione sul solare termodinamico, avviato tramite il progetto Archimede realizzato presso la centrale di Priolo Gargallo (Siracusa). Si tratta della prima applicazione, a livello mondiale, di integrazione tra un ciclo combinato a gas con un impianto solare basato su una tecnologia fortemente innovativa elaborata dall'Enea.
Un altro impianto innovativo è in fase di completamento presso il CIS Centro Ingrosso Sviluppo di Nola, che utilizzano … nastri fotovoltaici che stanno installando sulle guaine dei tetti degli edifici, quindi ambienti già antropizzati.
La potenza che sarà installata è di 25 MW (la più grande centrale a livello mondiale), a regime la centrale sarà in grado di produrre circa 33 milioni di KWh l’anno sufficienti a soddisfare il fabbisogno energetico di circa 13.000 famiglie ed evitando inoltre l’emissione in atmosfera di oltre 21 mila tonnellate di CO2.

•BIOMASSE
Lo sfruttamento della risorsa "biomasse" rappresenta un capitolo importante nello sviluppo delle fonti rinnovabili in Europa. Da questa fonte sono attesi significativi contributi per la produzione di energia elettrica, di calore e di biocarburanti, che nei trasporti rappresentano la principale alternativa ai combustibili fossili. Due progetti sono già in fase di realizzazione: la conversione a biomasse della centrale termoelettrica di Mercure (Basilicata) e l'installazione nella centrale del Sulcis, presso Cagliari, di un nuovo gruppo termoelettrico idoneo ad utilizzare residui vegetali come combustibile.

Attualmente in Italia, realizzare centrali per lo sfruttamento delle biomasse è poco conveniente per motivi fiscali, è vantaggioso produrre energia con centrali che non superano 1 MW per potenze superiori diventa ‘svantaggioso’ fiscalmente … storture delle scelte politiche.

•MAREE
In linea di principio è possibile convertire almeno cinque tipi di energia presenti nel mare: quella delle correnti, delle onde, delle maree, delle correnti di marea e del gradiente termico tra superficie e fondali.
La strada di sfruttare il moto delle onde del mare per ottenere energia elettrica, nonostante i problemi, non smette di solleticare la fantasia degli ingegneri.
Ci sono allo studio ipotesi per concentrare e focalizzare le onde in modo da aumentarne l’altezza e il potenziale di conversione in energia elettrica. Altre ipotesi prevedono invece di utilizzare le variazioni di pressione che sì riscontrano al di sotto della superficie del mare, altre utilizza dei galleggianti che "copiano" il moto ondoso trasferendolo a dei generatori per mezzo di pistoni idraulici.
Il principio della colonna d'acqua oscillante (OWC)

E' adottato dalla scozzese Wavegen e dalla australiana Energetech per degli impianti dimostrativi.
Il turbogeneratore ha la proprietà di mantenere lo stesso senso di rotazione indipendentemente dalla direzione del flusso d’aria, quindi le turbine ricevono la spinta sia nella fase di compressione che in quella di decompressione.

Gli impianti sono progettati per una potenza di 2 MW e non sono necessariamente costieri.
Con piattaforme al largo si potrà raccogliere la spinta, ben più elevata, delle onde lunghe del mare. Possono inoltre essere abbinati agli impianti eolici “offshore” rendendo migliore la rendita commerciale di entrambe le tecnologie.

Ogni metro di fronte ondoso può sviluppare mediamente 70 kW al largo e 20 kW sottocosta, il progetto LIMPET (Land-Installed Marine-Powered Energy Transformer), in Scozia, è collegato alla rete elettrica e il costo del kWh è di 0,075 € , non male per un prototipo assoluto del genere, per fare un paragone basti pensare che i primi impianti eolici producevano un kWh al costo di 0,16 € mentre oggi si hanno costi di 0,04 € con la prospettiva di arrivare a meno di 3 centesimi.
L'efficienza del sistema è buona, circa il 50%, il fronte dell'impianto (sottocosta) è di 18 metri e le due turbine da 300 kW producono in un anno circa 2300 MWh , i migliori aerogeneratori con la stessa potenza producono mediamente in un anno circa 1300 MWh, i costi del prototipo sono 4 volte maggiori di quelli delle turbine eoliche attuali che però godono di una certa industrializzazione.
Considerando che il ‘nostro paese’ è privilegiato rispetto ad altre nazioni che NON sono circondate dal mare.
Le coste italiane hanno uno sviluppo complessivo di 7.456 chilometri.
Non è una cifra esagerata se si tiene conto che il territorio italiano è piuttosto frastagliato. La regione con il maggior sviluppo costiero è la Sardegna, con 1.849 chilometri, seguita dalla Sicilia (1.500 km) e dalla Puglia (829 km).
Le regioni d’Italia che si affacciano sul mare sono 15.
Le regioni escluse sono: il Piemonte, la Lombardia, la Valle d’Aosta, il Trentino-Alto Adige e l’Umbria.
Con queste premesse, considerando che l’energia prodotta dal territorio italiano è di tutti i ‘cittadini italiani’, ritengo che le 15 regioni ‘fortunate’ saranno liete di consentire alle 5 ‘sfortunate’ regioni … senza sbocchi sul mare di usufruire … ‘fraternamente’ dell’energia … disponibile.


Cordialmente
Genius


Geotermia: dalla Francia e dagli USA un esempio per l’Italia
Inserita il 16/06/10 - (0 commenti inseriti)


Il futuro dell'energia passa anche per lo sfruttamento le calde acque del sottosuolo



di Paolo Pastore

C’è un energia naturale che l’umanità conosce ma che ha sempre sfruttato poco. È presente in tutto il pianeta ed è facile da trovare. Sembrava difficile poterla utilizzare, ma l’aumento del costo dei carburanti fossili e le possibili conseguenze in termini di inquinamento da emissioni, hanno aguzzato l’ingegno, così, non solo in Islanda ma anche all’aeroporto di New York, a quello di Parigi, nelle nuove abitazioni di Bolzano, Berlino e altre città, adesso ci si scalda e ci si refrigera con la geotermia.


Il calore della Terra è una fonte di energia naturale che da sempre accompagna la storia del pianeta. Il principio di funzionamento si basa sul fatto che la temperatura del suolo aumenta man mano che si scende in profondità, in media ogni 100 metri la temperatura delle rocce cresce di +3° C. In alcune particolari zone, come per esempio in Toscana, nel Lazio, a Pantelleria, in Sicilia, nei campi Flegrei, a Ischia, questa caratteristica naturale del pianeta si accentua con temperature del sottosuolo più alte della media, a causa, ad esempio, di fenomeni vulcanici o tettonici. In queste zone calde l'energia può essere facilmente recuperata tramite la geotermia. I vapori provenienti dalle sorgenti d'acqua nel sottosuolo sono convogliati verso apposite turbine adibite alla produzione di energia elettrica. Il calore sprigionato dai vapori può anche essere riutilizzato per il riscaldamento domestico, le coltivazioni in serra, il termalismo, lo scambio di calore per la refrigerazione.

La principale applicazione del vapore naturale proveniente dal sottosuolo è rappresentata dalla generazione di energia elettrica tramite turbine, in base alla quale il calore geotermico viene incanalato in un sistema di tubature per servire attività locali di teleriscaldamento.
Per alimentare la produzione del vapore acqueo dal sottosuolo e mantenerlo costante (senza sbalzi o picchi) si immette acqua fredda in profondità. In questo modo gli impianti a turbina possono lavorare a pieno regime e produrre calore con continuità.
La geotermia è molto diffusa in Islanda, che basa l'intera sua esistenza energetico-climatica sul naturale equilibrio tra l'acqua calda di profondità e l'atmosfera glaciale esterna che viene sfruttato dagli islandesi anche per la produzione di energia elettrica con gli impianti geotermici.
L'Islanda è la nazione con l'utilizzo più esteso dell'energia geotermica da cui ricava il 50% del suo consumo totale di energia primaria.
Essendo un'isola di origine vulcanica, l'Islanda può disporre di enormi quantità di risorse geotermiche. Esse forniscono l'86% del riscaldamento civile e il 16% della generazione elettrica; per non parlare delle terme, che hanno fatto dell'Islanda la meta di tanti turisti. L'energia geotermica non solo ha migliorato l'economia e l'ambiente dell'isola, ma anche la qualità di vita della popolazione.

Dalla Francia arriva un modello che dovrebbe essere imitato dal nostro paese e che di certo potrà essere un esempio per il mondo.
La società che gestisce l’aeroporto di Orly, uno dei due principali scali di Parigi, nel 2008 ha avviato un progetto (adottato da tempo anche dall'aeroporto JFK di New York) di riscaldamento geotermico che costerà 11 milioni di euro in totale.
L’operazione è semplice: si tratta si scavare pozzi profondi 1700 metri, nei quali l’acqua verrà scaldata fino a 74°C dal calore naturale della Terra ed immessa nel sistema di riscaldamento dell’aeroporto.
Una volta raffreddata, sarà pompata nuovamente nel terreno. L’impianto comincerà ad entrare in funzione già a partire dal 2011. In base alle stime della società, l’energia geotermica permetterà di ridurre di un terzo i consumi di carburante e di risparmiare 7.000 tonnellate di emissioni di anidride carbonica (CO2) all’anno. Anche il comune di Orly, a sud di Parigi, ha adottato da tempo il geotermico.

In termini di produzione di energia elettrica è dall'inizio del Novecento l'Italia sfrutta il calore della Terra.

La Toscana, ma anche il Lazio (Latera), sono noti per la produzione di energia geotermoelettrica e ospitano le serre geotermiche più grandi d'Europa. In particolare la Toscana, con gli impianti di Larderello, Travale e Monte Amiata, può essere considerata una sorta di Texas italiano, dove al posto dei pozzi di petrolio ci sono giacimenti geotermici che forniscono il 25% dell'energia primaria della regione. Per quanto riguarda gli usi diretti, la potenza installata nel 2006 è stata di 711 MWt, dei quali il 40% utilizzato per il riscaldamento, il 28% per usi termali, il 22% per le serre, il 9% per i processi industriali e l'1% per l'itticoltura. Diversi sono i progetti realizzati per l'utilizzo dei fluidi geotermici per il teleriscaldamento. L'esempio più importante a livello europeo è proprio quello della città di Ferrara, dove due pozzi, profondi circa 2 km, producono acqua a 100°C che fornisce calore alla rete urbana di riscaldamento.
L'Italia è il paese geotermicamente più caldo d'Europa, un dato testimoniato dai numerosi vulcani spenti o in attività, dai soffioni boraciferi e dalle sorgenti termominerali.

Non è un caso che prima di chiamarsi Italia il nostro Paese veniva chiamato Saturnia.
È pur vero che l'Italia occupa il terzo posto nella classifica mondiale dei produttori di elettricità geotermica: nel 2000, l'1,5% del fabbisogno elettrico è stato soddisfatto con questa fonte rinnovabile, ma le potenzialità sono enormi. Oltre che generare elettricità, il calore geotermico infatti è impiegato in applicazioni dirette, che assicurano un risparmio di energia sfruttando acqua a temperature comprese tra i 20°C e i 150°C. A seconda della temperatura del fluido geotermico, sono possibili svariati impieghi: itticoltura (al massimo 38°C), serricoltura (38 - 80°C), teleriscaldamento (80 - 100°C), usi industriali (circa 150°C).
Le acque calde (a bassa temperatura) ricche di minerali vengono infine usate soventemente per scopi terapeutici (balneologia) e cosmetici.
Di recente si sta sviluppando anche un settore della bioarchitettura specializzato nella mini-geotermia. In quest'ultimo caso non si tratta più della realizzazione dei grandi impianti industriali, bensì di piccoli impianti condominiali in grado di sfruttare il calore nel sottosuolo per opere di riscaldamento/rinfrescamento degli appartamenti. In questo settore le prospettive sono enormi, considerando la facile realizzazione e gli enormi vantaggi in termini di riduzione dei consumi e miglioramento ambientale.

Genius


Geotermia negli Usa: più 6% in un annno.
Inserita il 16/06/10 - (0 commenti inseriti)


Negli Stati Uniti d'America, il Paese che ha già la maggiore capacità di produzione geotermica del mondo, la produzione di energia geotermica nel 2009 è aumentata del 6%.

Il 6% in più equivale a 176 MegaWatts (MW) e, secondo il recente rapporto della Geothermal Energy Association (Gea), nell'ottobre 2009 la capacità totale installata è arrivata a 3.152,72 MW.

L'aumento di produzione deriva dall'entrata in funzione di sei nuovi impianti: 3 in Nevada e gli altri in California, Oregon ed Utah.
La geotermia rappresenta il 4% della produzione di energia elettrica negli Usa. Negli Usa la produzione di energia geotermica viene fatta essenzialmente in 8 Stati (Alaska, California, Hawaii, Idaho, Nevada, New Mexico, Utah e Wyoming) e quello primo in classifica è la California: da sola rappresenta l'82% della produzione totale, segue il Nevada con il 14%. Si stanno aggiungendo al gruppo geotermico anche Oregon, Colorado, Florida, Louisiana e Mississippi

Secondo la Gea gli impianti geotermici attualmente in fase di realizzazione negli Usa dovrebbero fornire 6.442 MW, più del doppio della produzione di energia attuale. Progetti non ancora approvati potrebbero nei prossimi anni far aumentare il potenziale di produzione di energia dal geotermico Usa fino a 7.109,9 MW. Attualmente sono all'esame progetti in 14 Stati: Alaska, Arizona, California, Colorado, Florida, Hawaii, Idaho, Louisiana, Mississippi, Nevada, New Mexico, Oregon, Utah e Washington. Tra approvati e da approvare, negli Stati Uniti ci sono almeno 144 progetti geotermici in via di sviluppo.

Il direttore esecutivo della Gea, Karl Gawell, spiega che «Gli Stati Uniti sono i leader mondiali nella produzione di energia geotermica e negli ultimi anni la nostra industria ha visto una rinnovata crescita, nonostante la recessione. Questo è una testimonianza del fatto che il sostegno di politiche federali e statali ha aumentato il potenziale per il nostro Paese, così da avere la leadership mondiale nella produzione e nella tecnologia geotermica. Quest'anno la stimulus legislation emanata dal Congresso ha apportato uno storico gruppo di incentivi a sostegno della geotermia e di altre tecnologie rinnovabili. Ora nel suo bilancio 2011, l'Amministrazione ha proposto misure aggiuntive, comprese quelle su come aumentare gli incentivi per le imprese nazionali, necessari per rifornire un crescente settore dell'energia geotermica. La chiave per sostenere questa crescita è quella di adottare misure di lungo periodo per sostenere una crescita sia di nuovi progetti che della produzione e delle infrastrutture di approvvigionamento. Questo significa che
è necessario approvare un disegno di legge che proroghi gli incentivi e gli stimoli fiscali fino al 2016, che adotti un forte Renewable electricity standard, ed altre misure per mantenere gli Stati Uniti leader nel campo dell'energia geotermica».


DOE: 98,5 mln a Blue Mountain, il progetto geotermico del Nevada
Inserita il 16/06/10 - (0 commenti inseriti)

Il progetto geotermico Blue Mountain della NGP, con una capacità di 49,5 MW, rafforzerà la leadership mondiale degli Stati Uniti nello sfruttamento del calore sotterraneo

(Rinnovabili.it) – Il Dipartimento statunitense dell’energia (DOE) ha deciso di supportare lo sviluppo del settore geotermico del Nevada. Sfruttando le potenzalità del Recovery Act Funds e attraverso la John Hancock Financial Services il segretario all’Energia Steven Chu ha comunicato l'imminente impegno a fornire un prestito da 98,5 milioni di dollari a favore della NGP, la Nevada Geothermal Power Company, per la realizzazione di un progetto da 49,5 MW nella contea di Humboldt, nel nord ovest del paese.
Il piano, denominato Blue Mountain, consiste in un campo geotermico corredato da un sistema di raccolta e di iniezione dei fluidi che permettono l’estrazione del calore sotterraneo completati da una centrale elettrica in grado di convertire l’energia geotermica in energia elettrica.
“Gli Stati Uniti sono leader mondiali nella produzione di energia geotermica con poco più di 3.000 megawatt di capacità installata,” ha riferito il segretario Chu. “Il nostro sostegno al progetto Blue Mountain dimostra il nostro continuo impegno nello sfruttamento del potenziale geotermico in modo che si possano raggiungere gli obiettivi di energia pulita fissati dalla nostra nazione”. Al commento ha fatto eco la testimonianza del senatore statunitense Harry Reid: “Il Nevada settentrionale è l'Arabia Saudita dell'energia geotermica” aggiungendo che grazie a questo progetto sarà possibile creare numerosi posti di lavoro che daranno al paese un notevole flusso economico ed un importante quantitativo di energia pulita.
Il progetto della NGP e della John Hancock Financial Services è il primo evento ad essere finanziato attraverso il FIPP, il Financial Institution Partnership Program, nato nel 2009 per supportare l'American Recovery and Reinvestment Act. Grazie al FIPP viene garantito il prestito dell’80% sul totale del progetto con l’obiettivo di accelerare i processi di investimento necessari allo sviluppo dei progetti di energia rinnovabile andando ad incrementare il mercato statunitense legato alle fonti energetiche non fossili.

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ENERGIA: CINA, 15% DA RINNOVABILI E 100 GW DI EOLICO ENTRO 2020
Inserita il 12/03/10 - (0 commenti inseriti)


articolo(AGI) - Roma, 11 mar. - La Cina ha gli obiettivi ambientali piu' ambiziosi del pianeta. Il Paese ha in programma di trarre almeno il 15% di tutta l'energia da fonti rinnovabili entro il 2020 e nei prossimi cinque anni sta puntando a ridurre del 20% l'intensita' energetica per unita' di Pil. Un esempio puo' essere rappresentato dall'energia eolica. La capacita' energetica da fonti eoliche e' raddoppiata negli ultimi quattro anni, superando gli obiettivi sostanzialmente prima del previsto ed e' sulla buona strada per raggiungere i 100 GW entro il 2020. E' quanto emerge dal primo rapporto annuale della Fondazione Italia Cina, dal titolo "La Cina nel 2010.
Scenari e prospettive per le imprese" presentato da Cesare Romiti presso Confindustria. Il rapido progresso economico degli ultimi 30 anni, si legge nello studio, ha messo in grave condizione l'ambiente in Cina. L'inquinamento dell'aria, dell'acqua e del suolo, unito alla siccita' e alla desertificazione, minaccia il benessere della popolazione e influenza negativamente la produzione agricola e industriale.
Tuttavia, c'e' la volonta' politica di affrontare i problemi ambientali: si pone l'accento su una crescita economica sostenibile e sulla tutela dell'ambiente. Questi temi sono diventati prioritari gia' dall'11° Piano quinquennale (2006-2010). La Cina sara' leader globale nelle energie alternative, che pero' andranno ad integrare e non a sostituire i combustibili fossili. La Cina sara' quindi anche il maggiore produttore di CO2. In futuro, si prevede il successo di imprese cinesi in settori quali la produzione di veicoli elettrici, pannelli solari e software per l'efficienza energetica.
L'impiego crescente di energia eolica ha gia' dato luce ad un'industria locale, che ha visto la nascita di costruttori di turbine eoliche quali Goldwind, Dongfang e Sinovel. Tianjin, municipalita' geograficamente prossima a Pechino e' diventata un centro di produzione significativo di turbine eoliche, con 50 attori tra cui leader globali quali Gamesa, Vestas e Suzlon.
(AGI) -



Uruguay: più eolico e biomassa entro il 2015
Inserita il 12/03/10 - (0 commenti inseriti)

Vento e agroenergie saranno i grandi protagonisti del prossimo lustro nel Paese sudamericano. In fatto di energia la maggiore società elettrica del paese, la UTE, sta puntando sulle rinnovabili
(Rinnovabili.it) – L’Amministrazione nazionale per gli impianti e la trasmissione elettrica dell’Uruguay (UTE) sta lavorando a progetti che mirano ad accrescere la produzione energetica del paese per mezzo dell’impiego di biomassa ed energia eolica.
Molti dei prospetti sono già in svolgimento, ad esempio nel nord del paese, a Tacuarembó, è attualmente in fase di prova un impianto alimentato con scarti dell’industria forestale mentre ad est, nella regione del Treinta y Tres è in attività un’unità rifornita con i derivati della lavorazione del riso.
A tal proposito il manager dell’UTE ha voluto comunicare che nei prossimi cinque anni verranno aggiunti al mix energetico 300 MW di energia eolica e 200 MW grazie all’impiego di biomassa.
La necessità di portare l’elettricità in tutto il paese spingerà probabilmente l'amministrazione ad utilizzare anche combustibili fossili per garantire alla totalità della popolazione l’approvvigionamento energetico. Per andare incontro alle necessità interne è stata infatti sostituita la vecchia centralina di Central Batlle con una ad alta efficienza dotata di un motore in grado di generare 80 MW di potenza a basse emissioni di inquinanti.




ENEL GREEN POWER REALIZZERA’ UNO DEI PIU’ GRANDI
Inserita il 24/01/10 - (0 commenti inseriti)
25 MW per il più grande progetto fotovoltaico “roof top” in Italia e tra i più
grandi a livello mondiale che la Società di Enel per lo sviluppo e gestione
delle fonti rinnovabili realizzerà a Nola sulle coperture dei fabbricati
dell’Interporto Campano e di CIS, in totale integrazione architettonica, con
la tecnologia innovativa del film sottile flessibile, in silicio amorfo


Roma, 10 dicembre 2009 - Enel Green Power, Centro Ingrosso Sviluppo Campania
(CIS) e Interporto Campano hanno firmato oggi un accordo che prevede la realizzazione,
in Campania, di un impianto fotovoltaico da 25 MW, il più grande progetto integrato su
tetti con tecnologia innovativa in Italia, e tra i più grandi a livello mondiale.
L’impianto, di proprietà di Enel Green Power, sorgerà nel Comune di Nola, in Provincia di
Napoli, e sarà realizzato sulle coperture di immobili commerciali e logistici, in totale
integrazione architettonica. Dotato di innovativi moduli fotovoltaici flessibili a film sottile,
in silicio amorfo, entrerà in esercizio nel 2010.
A regime, l’impianto sarà in grado di produrre circa 33 milioni di chilowattora all’anno,
sufficienti a soddisfare i consumi di circa 13.000 famiglie – più di un terzo degli abitanti
dello stesso comune di Nola - evitando così, ogni anno, l’emissione in atmosfera di oltre
21 mila tonnellate di CO2.

"Siamo molto lieti di aver raggiunto con realtà così importanti come Interporto Campano
e Centro Ingrosso Sviluppo Campania, un accordo che permetterà a Enel Green Power di
realizzare uno dei maggiori impianti fotovoltaici roof top al mondo, in un distretto
logistico di estrema rilevanza per il nostro Mezzogiorno e che costituisce un esempio di
eccellenza a livello mondiale” - ha affermato Francesco Starace, Presidente di Enel
Green Power. “La realizzazione di questo progetto, che potrà essere replicato in altri
centri logistici sia in Italia che in Europa e negli Stati Uniti, contribuirà ad accrescere in
maniera significativa la capacità fotovoltaica installata di Enel Green Power a livello
nazionale, confermando Enel Green Power protagonista nello sviluppo delle fonti solari
nel nostro Paese."
“Con la firma di questo accordo con Enel Green Power- ha sottolineato Carlo Calenda,
Direttore Generale di Interporto Campano - realizziamo l’obiettivo fondamentale di
raggiungere un bilancio energetico sostanzialmente neutro, essendo l’impianto di Enel in
grado di generare energia pari al 90% circa di tutti i consumi di CIS e Interporto
Campano. Abbiamo scelto Enel Green Power, tra le tante aziende che hanno presentato
offerte perché è stata capace di condividere una visione strategica che va oltre la singola
operazione.
Il distretto CIS - Interporto Campano - Vulcano continuerà nei prossimi anni
a portare avanti progetti per ridurre l’impatto ambientale. Con Enel Green Power abbiamo deciso di considerare il nostro sito come un’area test a 360° per iniziative sulle
energie rinnovabili e l’efficienza energetica.
E’ significativo che la firma di questo accordo avvenga proprio durante il vertice di Copenaghen e che riguardi una realtà che opera in
Campania dove l’impegno sulla tematica ambientale è fondamentale ed urgente.”
Il Distretto CIS – Interporto Campano - Vulcano Buono si estende su di una superficie di
oltre 5 milioni di metri quadrati e riunisce 1.000 aziende con 9.000 addetti (con un
indotto di 40.000 persone). Si tratta di tre realtà che operano in piena sinergia,
integrando tutte le fasi della filiera logistico distributiva: Interporto Campano per la
logistica, il CIS per la distribuzione commerciale e Vulcano Buono per i servizi ed il
dettaglio. Situato a 20 km da Napoli, grazie alla presenza di infrastrutture e servizi ed
alle connessioni ferroviarie dell’Interporto sia con i principali porti del centro sud Italia
(Napoli, Salerno, Taranto e Gioia Tauro) sia con il Nord Italia ed il centro Europa,
costituisce un nodo logistico strategico del sud Italia e rappresenta la “Porta meridionale
dell’Europa”.
Enel Green Power, nata nel dicembre 2008, è la società del Gruppo Enel dedicata allo
sviluppo e alla gestione delle attività di generazione di energia da fonti rinnovabili a
livello internazionale, presente in Europa e nel continente americano. E' leader europeo di settore grazie a 17,2 miliardi di chilowattora prodotti da acqua, sole, vento e calore della terra, in grado di soddisfare i consumi di circa 6,5 milioni di famiglie ed evitare ogni anno 13 milioni di tonnellate di emissioni di anidride carbonica. La capacità installata è di circa 4.700 MW. Gli impianti in esercizio sono oltre 500 in tutto il mondo e il mix di generazione include eolico, solare, idro, geotermico e biomasse.

Fonte:
http://www.enelgreenpower.com/it/approf … oc=1628288



La diffusione dei pannelli fotovoltaici trova nel decentralizzato, ossia l’applicazione di pannelli su edifici industriali e/o commerciali in modo da utilizzare spazi già antropizzati, la migliore applicazione possibile, come sta già avvenendo da anni in Germania e Belgio dove vengono utilizzate le superfici dei tetti delle case per installare pannelli fotovoltaici che integrati alle architetture esistenti consentono una produzione di energia “pulita” sostenibile.
Il settore ha inoltre consentito la creazione di numerosi posti di lavoro.

In Europa si sta assistendo ad una crescita esponenziale di produzione di energia da fonti rinnovabili quali l’eolico, il fotovoltaico, il geotermico, e i vari governi stanno sostenendo in maniera significativa e con convinzione progetti mirati alla riduzione delle emissioni di CO2 in atmosfera sia con agevolazioni fiscali, sia con la corretta informazione sulle risorse disponibili e sostenibili.

In Italia il governo non ha dato un indirizzo convincente nel settore, ha mantenuto incentivi predisposti da precedenti governi in merito al recupero energetico degli edifici (isolamento termico), e agli incentivi per l’utilizzazione di energie alternative come l’eolico, il fotovoltaico ma ha reso più complesso e difficoltoso l’accesso agli incentivi, inoltre ostacola palesamente lo sviluppo di altre fonti di energia come il Geotermico e il Termodinamico, lasciando senza fondi le iniziative di sviluppo che faticosamente trovano sostegni privati.

Ritengo che Il paese ha necessità di rendersi più autonomo per i consumi energetici e deve produrre con le proprie risorse presenti sul territorio la quantità necessaria al proprio fabbisogno.

L’Italia possiede risorse naturali “non sfruttate” come l’energia geotermica (ampiamente sfruttata in Toscana) che è disponibile a poche centinai di metri nel sottosuolo in Campania, Calabria, Sicilia e Sardegna che con investimenti modesti consentirebbero di rendere maggiormente autonomo il nostro paese; le maree che potrebbero essere utilizzate (siamo circondati prevalentemente dal mare) in maniera diffusa.
Investire in opere pubbliche “utili al paese” deve essere lo scopo principale degli “amministratori pubblici”, ma a quanto pare esitono interessi “diversi” dal bene collettivo.

Genius







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Nucleare ... chiarezza e falsità
Inserita il 20/01/10 - (0 commenti inseriti)
Ieri gli attivisti di Greenpeace hanno srotolato sul palazzo dell'Eur uno stricione con la scritta "Stop alla follia nucleare" (qui il video) per protestare contro la riunione in corso nel prospicente palazzo di Confindustria in cui Enel cerca di presentare il nucleare come un "ottimo investimento" per le imprese italiane. "Stiamo ragionando per investimenti per oltre 30 miliardi e, se riusciamo a fare sistema, stimiamo che circa il 70% di questi potrebbe riguardare l'indotto italiano" - ha spiegato presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia sottolineando che, proprio per questo motivo, il nucleare rappresenta "una grande opportunità, non solo di lavoro e crescita, ma anche di qualificazione tecnologica".

"In realtà - spiega Greenpeace - a parte le norme sugli appalti di queste dimensioni che prevedono delle gare internazionali, gli impianti EPR proposti da Enel sono un affare solo per il costruttore francese a corto di ordinazioni. Non certo per l'economia italiana". "Enel cerca di imbonire le imprese italiane promettendo che il 70% degli investimenti per la costruzione di quattro reattori nucleari EPR sarà nella parte non nucleare (dunque non coperta da brevetti francesi) per un controvalore di circa 12 miliardi di euro. Secondo le informazioni pubblicate dall'azienda elettrica francese Edf - alleata di Enel nel riportare il nucleare in Italia - risulta, invece, che gli investimenti nelle parti non convenzionali degli impianti EPR, ovvero le uniche che potrebbero riguardare le imprese italiane, non superano il 40% degli investimenti totali" - sostiene Greenpeace.

"Ma quello che Enel non dice, lo dicono altri: EDF, STUK, Citigroup, AREVA" - denuncia Greenpeace che ha presentato un dettagliato rapporto sulle "Bufale nucleari". In un recente studio sul mercato inglese del novembre 2009, Citigroup, leader mondiale nei servizi finanziari, evidenzia che "i rischi di costruzione, finanziari e operativi, sono eccessivi per gli investitori privati". "Enel - continua Greenpeace - nonostante l'elevato debito netto pari a 54 miliardi di euro, dichiara di essere pronta a sostenere un costo per quattro reattori EPR tra i 16 e i 18 miliardi di euro, cioè tra i 4 e i 4,5 miliardi di euro a reattore. In un rapporto di novembre 2009 Citigroup afferma, invece, che i costi sono tra i 5 e i 6 miliardi di euro a reattore, con "l'alta probabilità che per i nuovi reattori saranno più alti di quelli previsti" e "i tempi di costruzione meno prevedibili in anticipo".

Ad oggi sono solo due gli EPR in costruzione nel mondo, uno in Francia e uno in Finlandia. In Finlandia, finora sono in costruzione solo le parti non nucleari (promesse alle imprese finlandesi) ed è un colosso francese – il gruppo Bougeys – che sta facendo la parte del leone. E la fa pure male, visto che ci sono stati due clamorosi blocchi dei lavori a causa delle saldature effettuate al di sotto degli standard di sicurezza: lo stop dell'agenzia finlandese di controllo, STUK, è arrivato nell'agosto del 2008 e ancora lo scorso ottobre.

Mentre Enel presenta i reattori EPR come un ottimo investimento, Areva, che gli EPR li costruisce, sta valutando se mettere sul mercato dei reattori meno sofisticati e più economici degli EPR, dopo aver perso un'importante commessa negli Emirati Arabi Uniti a favore di una sua rivale sudcoreana. "La propaganda di Enel sul nucleare continua, ma l'esperienza degli unici due EPR in costruzione in Finlandia e in Francia ha già ampiamente dimostrato che per questo tipo di impianti ritardi, problemi nella sicurezza e costi fuori controllo non sono un rischio ma una regola" - conclude Greenpeace.

Anche Legambiente ha messo in guardia contro la "demagogia imprenditoriale". “A parità di investimenti, l’efficienza energetica e le rinnovabili sono capaci di creare 15 posti di lavoro per ognuno nel nucleare. In meno di 10 anni, il settore delle rinnovabili in Germania ha creato oltre 280mila posti di lavoro tra diretto e indotto. In Italia, al 2020 con la diffusione delle rinnovabili si potrebbero creare dai 150 ai 200mila nuovi posti di lavoro. Questa sarebbe una reale occasione per lo sviluppo industriale e occupazionale del Belpaese” - ha commentato il presidente nazionale di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza.

“Quali studi segreti in possesso del nostro Governo giustificherebbero il ritorno a questa tecnologia rischiosa e vetusta? Certo non le motivazioni economiche - ha concluso Cogliati Dezza – ampiamente superate dallo sviluppo di un modello energetico moderno e innovativo, basato sull’efficienza e la sostenibilità. Smettiamola con le dichiarazioni ideologiche e con le previsioni fantastiche e cominciamo a promuovere sul serio una rivoluzione energetica sensata e pulita che ci permetta finalmente di raggiungere gli obiettivi europei al 2020, mettendoci al riparo anche dall’ennesima sanzione economica da parte dell’Ue”.

Infine anche il WWF - che da tempo ha criticato la scelta del Governo italiano del ritorno al nucleare - ha ribadito ieri con un comunicato che "il nucleare costa troppo, non è sicuro, è una sciagura sotto il profilo ambientale e, soprattutto, la maggioranza degli italiani non lo vuole". “Il futuro dell’energia è nelle rinnovabili, non certo in una fonte come il nucleare che pone problemi economici, sociali e di sicurezza, oltre che ambientali – ha dichiarato Stefano Leoni, presidente del WWF Italia. L'associazione ha espresso "apprezzamento" in merito al documento sul nucleare approvato a conclusione dell’incontro degli assessori all’Ambiente delle Regioni, ma sottolinea che il decreto legislativo "non ha sanato la frattura apertasi con la limitazione delle competenze regionali su una materia riconosciuta alle Regioni dalla Carta Costituzionale, frattura che ha portato undici Regioni a fare ricorso presso la Corte Costituzionale contro la legge del Governo

"Significativo il fatto - sottolinea il presidente del WWF Italia - che la linea contraria alle modalità di individuazione dei siti trova l’appoggio anche di Regioni governate dal centrodestra, denunciando la difficoltà di applicare nella realtà del paese una scelta, quella del nucleare, meramente ideologica e affaristica, che non scaturisce da una precisa analisi e strategia". "Vedremo - conclude Leoni - quale candidato Governatore avrà il coraggio di presentarsi alle elezioni dichiarando la volontà di ospitare una centrale nucleare sul proprio territorio, e soprattutto se tale candidato verrà eletto. Sottrarsi alla volontà popolare, espressa nei referendum del 1987 e mai davvero cambiata, sarà oltremodo difficile, nonostante il Governo addirittura stanzi dei soldi per fare propaganda e ‘convincere’ i cittadini, facendosi ancora una volta portatore degli interessi delle grandi aziende energetiche”. [GB]


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Link:
http://www.unimondo.org/Notizie/Greenpe … e-nucleari


La Cina terzo produttore al mondo di energia eolica
Inserita il 01/01/10 - (0 commenti inseriti)

La Cina e' diventata quest'anno il terzo produttore mondiale di energia eolica: lo ha annunciato l'agenzia Xinhua, mentre il gigante asiatico sta tentando di limitare la sua dipendenza dal carbone.




Lo sviluppo dell'eolico in Cina non ha uguali
Pechino, 31-12-2009
La Cina e' diventata quest'anno il terzo produttore mondiale di energia eolica: lo ha annunciato l'agenzia Xinhua, mentre il gigante asiatico sta tentando di limitare la sua dipendenza dal carbone. La capacita' cinese ha raggiunto a fine 2009 i 20 giga-watt, ha dichiarato Shi Lishan, vicedirettore del dipartimento per le energie rinnovabili dell'Amministrazione nazionale dell'energia.
In questo modo, secondo Shi Lishan, la Cina ha ormai superato la Spagna, ponendosi dietro a Stati Uniti e Germania.
La progressione cinese e' chiaramente superiore al resto dell'evoluzione mondiale, e' stato sottolineato. "In termini di ampiezza e di ritmo, lo sviluppo dell'eolico in Cina e' assolutamente senza equivalenti nel mondo", aveva confermato gia' il mese scorso Steve Sawyer, segretario generale del Global Wind Energy Council (GWEC).


Fonte: http://www.rainews24.rai.it/it/news.php?newsid=136075

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Geotermia: le Filippine investono 2,5 mld di dollari
Inserita il 06/11/09 - (0 commenti inseriti)

L’obiettivo del governo è aumentare la produzione di energia pulita sfruttando i numerosi siti geotermici presenti nell’arcipelago situato nell’ ‘anello di fuoco del Pacifico’
(Rinnovabili.it) – Il governo delle Filippine, tra i maggiori produttori di energia da fonte geotermica, sta cercando di portare a termine l’assegnazione di 19 contratti per lo sfruttamento di altrettanti siti geotermici in grado di concentrare investimenti privati per un valore di 2,5 miliardi di dollari.
Nei prossimi cinque mesi il governo contratterà lo sviluppo di 10 siti geotermici, mentre altre nove offerte sono in corso di negoziazione diretta con varie aziende, ha detto ieri alla Reuters Alejandro Oanes, capo della divisione per l'energia geotermica al Dipartimento per l'Energia.
I funzionari stimano che più di 620 MW di energia geotermica potrebbero essere generati dai 19 nuovi siti, tra cui due vulcani: Mt Isarog in provincia Camarines Sur, con una potenziale capacità di 70 MW, e Mt Labo in Camarines Norte, in grado di produrre fino a 65 MW.
Ulteriori risorse geotermiche sono state individuate nelle province di Benguet, Cagayan, Palawan, Oriental Mindoro, Surigao del Norte e Laguna.
Le Filippine si trovano all'interno del cosiddetto ‘anello di fuoco del Pacifico’ – una zona che circonda l'Oceano Pacifico e parte dell'Oceano Indiano, dove terremoti e vulcani attivi sono concentrati lungo i confini delle placche tettoniche. Secondo i dati del governo relativi allo scorso anno il Paese ha generato il 17%della sua elettricità (2 GW) sfruttando la capacità geotermica. Entro il 2020 si spera di generare 4,5 GW di energia pulita, in linea con l’obiettivo di raddoppiare la produzione di rinnovabili nel prossimo decennio.
Il governo federale è disposto anche ad offrire agevolazioni fiscali ed esenzioni tariffarie per i progetti incentrati sull’energia rinnovabile, nel tentativo di attirare gli investitori.

Fonte: http://www.repubblica.it/news/ambiente/ … 00475.html

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